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Scrittura creativa

Il corso è mirato alla crescita personale, al miglioramento dell’autostima e alla spinta motivazionale in un mondo in cui la comunicazione, scritta e orale, va assumendo un peso sempre maggiore e dove bisogna possedere grande forza d’animo per ritagliarsi un proprio spazio e rinvenire la forma della propria felicità.

Il percorso didattico opera su diverse prospettive:

  • identificare le reali propensioni di stile e di genere dei corsisti;

  • maturare una maggiore consapevolezza delle proprie capacità espressive e comunicative, anche in prospettiva professionale e di pubblicazioni;

  • liberare l’estro e superare vincoli di ogni tipo, in un ambiente sicuro e creativo;

  • apprendere le tecniche di composizione del racconto, del romanzo, della poesia, dell’articolo e del saggio;

  • conferire maggiore veridicità e chiarezza agli scritti;

  • liberare il proprio linguaggio dai cliché;

  • abituarsi a cercare con risoluta pazienza la parola giusta per esprimere al meglio il proprio pensiero.

A chi si rivolge

Il corso si rivolge a chiunque abbia una propensione per la scrittura di romanzi, racconti, poesie, articoli e saggi, a coloro che vogliono fare della scrittura una professione, anche con riferimento alla musica, al teatro e al cinema, a coloro che hanno già avuto esperienze (anche solo teoriche) nel campo dell’editoria, ma intendono specializzarsi e conoscere maggiormente approcci, concetti e tecniche, a chi intende avvicinarsi alla scrittura per soddisfare esigenze di crescita personale o a chi intenda servirsene per scopi terapeutici; in definitiva, a chi intende fare della scrittura un momento decisivo della propria vita.

Finalità

Il corso si propone di valorizzare le capacità espressive e comunicative dei corsisti, rendendoli più consapevoli dei propri mezzi, più in armonia con sé stessi e con gli altri.

Struttura

Il corso è strutturato in quattro moduli generali e un approfondimento specifico.

PRIMO MODULO: la composizione narrativa creativa e l’arte della scrittura.

In particolare:

  • l’ispirazione creativa: da dove viene? Come trovarla?

  • la storia: come dar “voce” ad una storia?

  • il linguaggio e lo stile: come rendere ricca ed efficace la propria scrittura? Con quali tecniche narrative?

  • i personaggi e l’ambiente: quali e quanti personaggi? Ove collocare la storia?

  • la trama: come si costruisce una trama avvincente e suggestiva? Come decidere quale apertura e ambientazione, quale susseguirsi della vicenda, quale apice dell’intreccio e quale conclusione?

  • il tempo della narrazione: come scegliere il tempo narrato? E da che punto di vista narrare la storia?

COME SI SCRIVE UN RACCONTO/ROMANZO?

L’INCIPIT: Che cos’è un incipit? Perché è così importante? Come si costruisce? Teniamo chiaro a mente questo termine e vedremo insieme come l’incipit di un racconto sia fondamentale per la presentazione dell’autore e per il suo primissimo approccio dell’opera con il lettore; Vedremo che la scelta dell’incipit rappresenta il biglietto da visita del racconto in tutta la sua forma, a partire dal grado di attenzione che riesce ad instaurare con il lettore, per finire addirittura di renderci in grado di saper decifrare con poche righe il genere e lo stile dell’opera; in fondo, non è un caso se almeno due secoli di generazioni ricordino a memoria e con un pizzico di affetto inconscio “Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno”.

LA STORIA E IL NARRATORE: Che cos’è una storia, chi è il narratore? Sembrano due termini abbastanza scontati: eppure, nella letteratura, assumono molteplici forme, che valgono quanto meno la pena di essere analizzate ed estrapolate. Un narratore certamente può essere lo stesso autore del racconto come in una autobiografia, ma non necessariamente. Esso può essere anche alter ego, antitesi, personaggio super partes dei personaggi: in questo senso impareremo a saper renderci autonomi da noi stessi, impareremo a farci scatola vuota per le vibrazioni artistiche che arriveranno non dal monte Elicona come per gli autori classici, ma più semplicemente dalle nostre penne che chiameranno giù a gran voce la creatività dall’Iperuranio artistico. Il narratore, lo vedremo, può essere chiunque, e avrà dei connotati specifici, delle regole che devono esser rispettate dall’autore che si sforzerà di dar coerenza, vestendo i panni dello stesso, pensando come penserebbe lui, scrivendo, o facendo quello farebbe lui. Lo stesso vale per la storia: ogni storia può esistere, se ci pensate, quante storie sentiamo al giorno? Che sia in ufficio, al bar, a casa, al telefono con un amico: ognuno racconta storie a modo suo, e noi impariamo quindi a farlo con il nostro, tenendo conto del narratore, cercando di capire dove vogliamo arrivare, perché lo vogliamo raccontare, cosa vogliamo comunicare: non esiste storia che non valga la pena di esser raccontata.

L'INTRECCIO: L’intreccio rappresenta il momento più importante della storia che vogliamo raccontare, e anche il processo più difficile da elaborare. Per sapersi districare abilmente, l’autore deve avere scritto preventivamente una sorta di bozza, gli sceneggiatori lo chiamano “Soggetto”, impareremo insieme ad elaborare questo schema, tenendo conto sempre dei grandi exempla, come quello di Ariosto nel suo Orlando furioso, ma anche di esempi più contemporanei che funzionano nel mercato editoriale e che hanno vinto numerosi premi letterari, ci rifaremo anche ai romanzi dei nostri insegnanti di master class come M. De Giovanni.

I PERSONAGGI: Come in ogni prodotto artistico, è importante lo studio delle figure che popolano l’opera: il racconto deve conoscere intimamente tutte le sue “marionette”: fra autore e personaggi c’è quasi una sorta di rapporto familiare, l’autore costruisce coerentemente queste figure e deve sapere come muoverle nell’opera ai fini di ciò che vuole raccontare; così come per un quadro, per un film, e spesso anche in un brano musicale protagonisti, antagonisti, coprotagonisti, aiuto-protagonisti, comparse e così via sono strettamente funzionali alla storia perché hanno il potere di creare empatia, odio, emozioni di vario genere nel lettore. Impareremo insieme a costruire eccellentemente queste figure importantissime

IL PUNTO DI VISTA: Come abbiamo visto di sopra per il narratore e la storia, risulta chiaro che l’autore, così come l’attore in fondo, debba avere grande abilità e dimestichezza nel saper inquadrare le scene da vari e molteplici punti di vista: a seconda che a parlare e a pensare sia un personaggio, un protagonista, o un passante. Ci renderemo abili in questo senso con esercizi pratici ad indossare i panni di qualcun altro per riuscire a renderci empatici e totalizzanti nei confronti di un nostro personaggio creativo, e studieremo in tal senso i vari punti di vista, li sperimenteremo, e li fisseremo in schemi. Affronteremo lo studio specifico del focus, e dei vari punti al grado 0, 1 eccetera.

IL LINGUAGGIO E L'USO DELLE PAROLE: Come in ogni opera che si rispetti, l’autore segue dei canoni linguistici e rispetta l’uso delle parole con grande attenzione, anche tenendo in considerazione la lezione etimologica che è retrostante ogni buon Treccani. Già Dante lo aveva sperimentato come potesse essere possibile utilizzare più di un linguaggio a seconda della circostanza e a seconda di ciò che voleva esprimere; Per la poesia, è una lezione chiara a tutti i romantici, i decadentisti, e più che mai agli avanguardisti come Montale, o Marinetti. Così come per un pittore sono fondamentali i pennelli e le tavolozze, per noi sono fondamentali le parole, e sarà interessante studiare e praticare il loro uso specifico, anche contestualizzato in un racconto personale, per riscoprire anche il loro inestimabile valore, sempre più consumato e superficializzato in quest’epoca digitalizzata. Studieremo insieme anche le figure retoriche nel loro utilizzo pratico in un racconto.

GENERI LETTERARI: Quanti e quali possono essere i generi letterari? Perché sono così importanti? Il genere letterario funziona in editoria così come le etichette di genere musicale funzionano nella casa discografica: sono fondamentali per il commercio, e nel nostro caso, conosceremo i generi e li metteremo in pratica non tanto per il valore letterario che comunque rivestono, quanto per il loro strumento strategico di marketing. Il genere funziona da biglietto da visita per il “cliente”, e il bravo autore, in un certo senso è colui che prima di rendersi libero da ogni vincolo contrattuale di etichetta per poter spaziare, è soprattutto un abile artista di generi.

IL FINALE: Il finale rappresenta in via definitiva di un qualsiasi romanzo il momento più atteso e fantasticato dal lettore avido della storia narrata. Certo che non può in qualche modo sindacare ufficialmente se il romanzo è uno scritto riuscito o no, ma può comunque condizionare tutto sommato, anche in modo piuttosto incisivo, il giudizio complessivo. Esistono tanti possibili finali, e tutti, servono a mettere l’accento su tutto ciò che l’autore ha voluto raccontare nel proprio operato; è importante familiarizzare con il finale, e tutte le sue possibili soluzioni, renderci consapevoli della sua funzione in un testo, e sperimentarlo sotto molteplici prospettive in tutte le sue possibilità di dispiegamento sia in poesia che in narrativa, vedendo insieme attraverso le nostre penne il suo potere e potenziale creativo in grado di cambiare le lenti di lettura del nostro testo.

SECONDO MODULO: analisi delle tecniche di creatività narrativa.

In particolare:

  • conflittualità, tensione, suspense e sorpresa: come coinvolgere il lettore?

  • spontaneità e scrittura spirituale: come sviluppare una capacità non meccanica di scrivere?

  • le tecniche di composizione: come applicare il principio anglosassone: Show, don’t tell (Mostra, non raccontare)?

TERZO MODULO: studio del sistema editoriale e opportunità di pubblicazione.

Approfondimento: indagine sul rapporto tra musica, cinema e scrittura.

 

Sarà cura dell’insegnante fornire riferimenti bibliografici e dispense.

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